i 5 principi del lean thinking

I 5 principi lean

Il termine "lean production" è stato coniato da Womack e Jones nel libro ”La macchina che ha cambiato il mondo”, in cui i due studiosi hanno per primi analizzato in dettaglio e confrontato le prestazioni del sistema di produzione dei principali produttori mondiali di automobili con la giapponese Toyota, rivelando le ragioni della netta superiorità di quest'ultima rispetto a tutti i concorrenti. Womak e Jones arrivano a declinare 5 principi guida che delineano il sistema di gestione Toyota, il TPS (Toyota Production system).



Primo principio del Pensiero Snello: Definire il valore

Domanda: che cosa giustifica l’esistenza di un’azienda?


Solo una piccola parte delle azioni e del tempo totale che sono impiegate per produrre o fornire un servizio aggiungono effettivo valore per il cliente finale. Risulta quindi fondamentale definire chiaramente il valore di uno specifico prodotto o servizio dalla prospettiva del cliente, così che si possa procedere alla rimozione passo dopo passo di tutte le attività a non valore o MUDA.

Il valore può essere definito solo dal punto di vista del cliente finale.

Chiedersi dunque cosa il cliente è disposto a pagare.Capire i reali bisogni del cliente così da fornire uno specifico prodotto (bene/servizio) in grado di soddisfare le richieste del cliente.Dare un qualcosa che non percepisce non è attività a valore, come non dargli un qualcosa di cui ha bisogno è un’occasione persa.

Riassumendo: “IL VALORE PER IL CLIENTE PRIMA DI TUTTO!”


Secondo principio del Pensiero Snello: Identificare il flusso del valore (Mappare il flusso del valore e individuare gli sprechi)

Domanda: nell’ambito delle attività svolte da un’azienda e dalle sue risorse, quali sono “importanti” e quali invece non lo sono? Quali sono sprechi?


Se avete compreso il primo principio, il secondo è quasi immediato. Sono importanti tutte le attività che creano valore percepito dal cliente, le altre invece devono essere guardate con sospetto. Nella filosofia giapponese, le attività che non generano valore sono considerate “sprechi” e vanno combattute. Tutte le attività possono essere suddivise in 2 categorie. In realtà poi ne esiste una terza (NVA-N) che comunque può essere ricondotta ai MUDA.

  • Attività a valore (VA): generano un valore percepito e riconosciuto dal cliente (attività per le quali il cliente è pronto a pagare). Ad esempio: fusione, fabbricazione, stampa, assemblaggio.

  • Attività non a valore (MUDA): sprechi eliminabili fin da subito. Ad esempio: movimentare, controllare, trasportare, immagazzinare, etc.

  • Attività NON a valore ma necessarie (NVA-N): pur non generando valore, sono attualmente necessarie per l’azienda. Sono attività che non conferiscono valore aggiunto, ma che in determinate circostanze devono essere svolte. Un esempio sono i report ai sensi di legge.