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Kanban: come scegliere i codici da gestire con il cartellino?

Aggiornato il: 21 nov 2019

Kanban è un termine giapponese che letteralmente significa "cartellino"; indica uno strumento del sistema Just in Time di reintegrazione delle scorte mano a mano che vengono consumate. Il kanban è dunque un metodo di gestione delle scorte. Spesso, in riferimento alla filosofia Lean, si sente dire “scorte zero”, “riduzione delle giacenze”, etc. Tenete ben presente fin da subito che il kanban è un sistema di gestione dello stock, quindi esiste in presenza di giacenza. I vantaggi del kanban rispetto ad altri sistemi di gestione dei materiali, derivano dal fatto che consente 1) di tenere sotto controllo la giacenza, 2) essere ben visibile agli operatori ed 3) estremante semplice ed immediato da utilizzare.

Operativamente il kanban consiste in un segnale, tipicamente di produzione (anche se esistono kanban di movimentazione), emesso da un processo a valle verso un processo a monte (può essere sia interno che esterno all'azienda). Il segnale può essere dato utilizzando diverse modalità: un cartellino cartaceo, un contenitore vuoto, un indicatore visivo di livello, un segnale elettronico, etc. Attraverso il segnale kanban il reparto a valle “ordina” al reparto a monte cosa e quando produrre

Il kanban è uno degli strumenti utilizzati per ottenere un sistema di produzione PULL, ossia dove la produzione è tirata dalla domanda del cliente (cliente interno o esterno). Questo si contrappone al sistema PUSH dove la produzione viene fatta su previsione a prescindere dalla domanda del mercato

Possiamo decidere di gestire con il kanban l’intero processo o parte di esso. Ad esempio se l’azienda ha 3 reparti, tranciatura, verniciatura e assemblaggio, il sistema kanban può essere implementato esclusivamente tra la verniciatura e l’assemblaggio mentre tra tranciatura e verniciatura possono esistere altri sistemi.


In sintesi il kanban è utile per

  • Per implementare una gestione PULL dei materiali: domanda tirata dal processo a valle

  • Per tenere sotto controllo le giacenze tra i processi

  • Per rendere il processo di gestione dei materiali più snello

  • Per ridurre i mancanti e le rettifiche inventariali.

La formula di dimensionamento del kanban è semplice. La scorta Kanban si compone di 3 contributi: la scorta ciclo, la scorta buffer e la scorta di sicurezza


formula dimensionamento kanban

Come scegliere quali codici gestire a KANBAN?

Iniziamo chiarendo che il Kanban non è la panacea per tutti i mali, nel senso che non può esser utilizzato per tutti i codici o meglio non dovrebbe esserlo, pena un incremento smisurato e ingiustificato della giacenza. Il dimensionamento del kanban si basa su una formula specifica. Come tutte, anche questa formula se si inseriscono i valori delle variabili restituisce un risultato. La domanda da posi è: ha senso quel risultato? È conveniente? Purtroppo se il codice non ha determinati requisiti in termini di struttura di domanda la formula del kanban ci restituirà un valore di giacenza estremamente elevato. In generale la gestione kanban va applicata ai codici alto-rotanti, o medio rotanti che vengono consumati in maniera costante.

come selezionare quindi i codici eletti alla gestione con il kanban?

Partiamo da una estrazione del consumo dei codici degli ultimi 6-12 mesi. Come prima cosa è necessario classificare i codici in una matrice secondo i seguenti criteri:

  • frequenza di utilizzo

  • volumi di utilizzo nel periodo di analisi (consumi in pz, kg, etc)

i codici da gestire a kanban sono quelli con un consumo costante (frequente) e con volumi elevati.

cross matrix kanban



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